dedicati al diabete

I fattori di rischio

I fattori di rischio che possono contribuire allo sviluppo del diabete si possono dividere in non modificabili e modificabili.

I fattori di rischio non modificabili

  • L’età: oltre il 62% dei diabetici in Italia è al di sopra dei 65 anni, tuttavia anche nel nostro Paese si sta abbassando l’età media di insorgenza del diabete, ed è quindi bene sapere che dopo i 45 anni il rischio di sviluppare il diabete aumenta notevolmente.

  • La familiarità: il fatto di avere familiari consanguinei con diabete.

  • L’appartenenza a determinati gruppi etnici più a rischio: nelle popolazioni asiatica e afro-caraibica la prevalenza del diabete è almeno cinque volte superiore.


I fattori di rischio modificabili

  • Il sovrappeso e l’obesità: l’obesità è chiaramente legata sia all’insorgere del diabete di tipo 2, sia alla frequenza e gravità delle complicanze. Basti sapere che se da una parte su 10 persone diabetiche, 8 sono obese, dall’altra la persona obesa che riduca anche solo del 7% il proprio peso riduce il rischio di insorgenza del diabete del 60%.
    L’obesità o il sovrappeso sono facili da autodiagnosticare. Uno strumento alla portata di tutti è l’indice di massa corporea (Body Mass Index, BMI). Calcolarlo è abbastanza semplice: si divide il proprio peso per il quadrato dell’altezza in metri. Viene definito in sovrappeso chi ha un valore di BMI compreso tra 25 e 29,9, obeso chi ha un valore superiore a 30.
    A questo indice si può associare la misura della circonferenza addominale, che è un indice predittivo della quantità di grasso viscerale particolarmente pericolosa per lo sviluppo di complicanze cardiovascolari. Un giro vita superiore a 102 centimetri per gli uomini e 88 centimetri per le donne indica una localizzazione viscerale del grasso a cui corrisponde già un rischio notevole di complicanze metaboliche.

  • La scarsa attività fisica: una regolare attività fisica è indispensabile per prevenire e controllare meglio il diabete, per mantenere il peso o diminuire il peso corporeo e, in generale, per mantenersi in salute. Non è necessario andare in palestra o fare sforzi particolari: l’importante è fare un’attività fisica adeguata al proprio fisico e all’età, per almeno 30 minuti al giorno.

  • l’IFG (Impaired Fasting Glucose) e l’IGT (Imparaid Glucose Tolerance): sono condizioni intermedie tra una normale tolleranza al glucosio e il diabete di tipo 2, caratterizzate da alterati livelli di glucosio, i cui valori a digiuno stanno tra 110 e 126 mg/dl e, due ore dopo un carico di glucosio, sono superiori a 200 mg/dl. Il 60% delle persone con diabete hanno una condizione di IGT già cinque anni prima della diagnosi.

  • L’ipertensione arteriosa: valori pressori al di sopra della norma (130/85 mm Hg) e non adeguatamente controllati, oltre a rappresentare un fattore di rischio per lo sviluppo del diabete di tipo 2, contribuiscono ad aumentare il rischio delle complicanze cardiovascolari legate al diabete.

  • La dislipidemia: condizione caratterizzata da valori elevati di grassi nel sangue. In particolare risultano elevati il colesterolo totale, il colesterolo LDL e i trigliceridi, mentre il colesterolo HDL è ridotto.

  • Il fumo e l’eccessivo consumo di alcool: cattive abitudini da correggere comunque.