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Le nuove terapie

Le incretine sono ormoni prodotti da alcune cellule presenti nell’intestino e immessi nel sangue in occasione di un pasto. Le incretine più importanti sono il GLP-1 e il GIP; entrambe hanno l’effetto di promuovere, in modo glucosiodipendente, il rilascio dell’insulina da parte delle cellule beta del pancreas. Il GLP-1 inoltre, in combinazione con l’aumento dei livelli di insulina, riduce la secrezione di glucagone (ormone che regola il metabolismo degli zuccheri con azione iperglicemizzante in antagonismo con l’insulina) da parte delle cellule alfa del pancreas. In occasione di un pasto quindi, l’aumento dei livelli di incretine aiuta, in modo glucosio-dipendente, a rilasciare una quota maggiore di insulina e a produrre meno glucagone, ottenendo un migliore controllo della glicemia, il cosiddetto “effetto incretinico”.

Va inoltre segnalato che studi finora solo in vitro e su animali hanno dimostrato un effetto protettivo delle incretine sulle beta-cellule27. GLP-1 e GIP sono normalmente distrutte molto rapidamente, tra i 2 e i 5 minuti, da un enzima, la dipeptidil peptidasi-IV o DPP428. Nel paziente con diabete di tipo 2 sono presenti livelli minori di incretine. Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha rivolto la propria attenzione al potenziale uso terapeutico delle incretine attraverso lo studio sia di analoghi non degradabili del GLP-1, detti incretino mimetici, sia di inibitori dell’enzima DPP4.

Gli incretino mimetici

Gli incretino mimetici sono analoghi non degradabili del GLP-1 umano, che svolgono la stessa funzione glicoregolatoria, rimanendo però attivi molto più a lungo. Essi agiscono aumentando la secrezione insulinica, riducendo la produzione di glucagone e rallentando lo svuotamento gastrico. Hanno inoltre un effetto positivo sulla perdita di peso. Il più comune effetto avverso è la nausea lieve-moderata, dose-dipendente, che tende a diminuire nel tempo.

Gli inibitori del DPP4

Questi farmaci agiscono inibendo l’azione dell’enzima DPP4. Questa inibizione fa sì che le incretine naturalmente prodotte dall’organismo permangano a concentrazioni più elevate, per un periodo più lungo, favorendo il conseguente aumento dello stimolo di secrezione insulinica. Il miglioramento del compenso si riflette sia sulla glicemia a digiuno che sulla glicemia post-prandiale e si traduce in una diminuzione dell’emoglobina glicata.
Gli effetti sul peso sono neutri. Rari gli effetti collaterali. In particolare l’incidenza dell’ipoglicemia, grazie all’azione glucosio-dipendente delle incretine, è simile al placebo.

Va inoltre sottolineato che entrambe queste famiglie di farmaci sono accreditate di un potenziale benefico effetto sulla massa e sulla funzione beta-cellulare, peraltro dimostrato finora solo in sperimentazione animale. Nel tempo, tale effetto protettivo potrebbe essere responsabile di un’efficacia terapeutica più duratura.